KENIA... UN SOGNO (by D.Passeri - Fiurash)
A.s.d. Atletica Verbano - Cittiglio (VA)
Gli articoli dei Biancorossi


KENIA... UN SOGNO (by D.Passeri - Fiurash)

Sin da quando ero un bambino ho sempre avuto il pallino di andare a visitare l’Australia, un sogno, tuttora irraggiungibile, ma che da qualche anno è stato affiancato da un altro pallino, più vicino quindi più raggiungibile chiamato Africa.
Non so il perché dell’avvento di questo secondo pallino, la vita è strana e un po’ lo sono anche io, non mi sono mai adattato alle vacanze “da lucertole” sdraiato su una spiaggia dalla mattina alla sera, ho sempre cercato svago con giri in bicicletta, corsette, visite a luoghi storici o naturali, preferito escursioni di più giorni in montagna, ho sempre avuto la necessità di muovermi, di esplorare, di conoscere e ora c’è il desiderio di conoscere un pezzo di Africa vera.
E così, a tre anni dall’ultima vera vacanza, un trekking di una settimana a Tenerife con scalata al vulcano più alto d’Europa (il Teide con i suoi 3718m), arriva l’occasione che non ti aspetti.
Già era andata male nel 2016 quando era prevista una settimana in Etiopia a metà novembre, al seguito dell’associazione Africa&Sport tra il grande villaggio di Bekoji, culla di alcuni dei più grandi campioni del fondo mondiale come Haile Gebrasilassie, Kennenissa Bekele e le sorelle Dibaba, e due giorni nella capitale Addis Abeba con partecipazione a un grande evento sportivo che richiama circa 40000 persone ogni anno.
In futuro ci sarà tempo per rimediare ma non mi sono lasciato prendere dalla depressione, quindi sfogliando il sito e il programma della stessa associazione, è stata fissata subito la meta sostitutiva trovando delle buone offerte di volo: si va 10 giorni a metà febbraio a Kiambogo, un piccolo villaggio 80km a Nord di Nairobi sul versante della Rift Valley dove ha sede il Camp dell’associazione austriaca Run2gether con cui collabora Africa&Sport.
In programma una visita di tre giorni a Iten, considerata La Mecca del fondo e mezzofondo mondiale, presenza da spettatore ai campionati nazionali keniani di cross, un meeting in pista e altri tre giorni in cui, se i programmi sono rispettati (e in questi luoghi non è semplice), si è liberi per fare escursioni.
Mi do da fare per aiutare Marco Rampi, presidente di Africa&Sport che ogni anno raccoglie scarpe ed indumenti da running usati ma puliti e in buono stato, per darli ai ragazzi dei villaggi etiopi, keniani e ugandesi che senza questo aiuto correrebbero a piedi scalzi o in ciabatte senza la possibilità di far emergere il loro potenziale.
Al momento della partenza una valigia dei miei bagagli è piena di materiale da destinare, fino a quando sono sull’aereo non penso né alla preoccupazione di un viaggio mai fatto prima, né all’eccitazione di un sogno che sta per avverarsi, forse i troppi impegni e il poco tempo per me stesso mi hanno dato una mano.
Da subito l’accoglienza è molto calda, capisco immediatamente che non sono considerato uno straniero o il missionario che porta dei beni, sia le persone con cui ho a che fare all’interno del villaggio, sia la gente per strada saluta, è curiosa di sapere da dove arrivi, è allegra, ti riserva un pensiero affinchè tu sia il benvenuto; Marco invece è di casa qui, ci viene due volte all’anno da 5 anni a questa parte, conosce tutto e tutti, se la cava anche con lo swahili, la lingua locale, essenziale per poter trattare i prezzi.
Dopo 10h di volo, il secondo giorno inizia con una sgambata di mezz’ora alle 6.30 del mattino, Marco ed io non ci aggreghiamo agli altri essendo loro atleti con la A maiuscola, inoltre siamo abituati a vivere a 250m slm, lì siamo tra i 2300 e i 2400, l’aria è rarefatta e in salita me ne accorgo arrancando, dopo la colazione si parte per Iten, uno spostamento di 250km che ci occupa 8h della giornata durante le quali lo spirito di adattamento viene subito chiamato all’opera.
Il primo mezzo di trasporto è una motoretta sulla quale saliamo entrambi con autista e tutti senza casco, un borsone in braccio all’autista e uno zaino in spalla all’ultimo, le strade sono tutte sterrate tranne la highway, la superstrada che unisce le città, per arrivarci i terreni sono sconnessi e il mezzo più utilizzato è la moto.
Sulla strada principale non ci sono tante alternative, bisogna prendere i matatu, pulmini da 15 posti nei quali a volte si è in 19, Marco mi guarda e ride divertito dal fatto che mi sono adattato in un amen, non tutti ne sono capaci, ma un capogruppo metterebbe la firma per avere un accompagnato alla prima esperienza in Africa, trovarsi in 2 bianchi su 19 persone a condividere 15 posti a sedere e prenderla sul ridere.
Nel trasferimento a Iten passiamo la linea dell’equatore direzione Nord e mi stupisco di quanto sia cattolica la regione del Kalenji ma anche tutto il Nord e Ovest del Kenya, una moschea per paese e molte chiese cattoliche generalmente con vicino le scuole; ci accoglie Viola, un’atleta che ci prenota una camera d’albergo e si informa giornalmente se ci troviamo a nostro agio, ci invita ad allenarci col suo gruppo nel quale c’è anche Amos, altro atleta del gruppo Run2gether, una volta ci andiamo per una corsa di 10km in mezzo alle profumatissime foreste di eucalipto facendo molta fatica, poi conosco Mike e anche lui ci invita nel suo gruppo che racconta essere molto numeroso... siamo curiosi.
Ci ritroviamo così nel terzo giorno ad organizzarci con sveglia presto, corsetta facile all’alba, colazione e noleggio motoretta per andare dalla parte opposta del villaggio dove il gruppo di Mike alle 9 si raduna per iniziare un fartleck (allenamento cardiovascolare che si presenta come una sorta di gioco di velocità alternando una parte di corsa “allegra”, a corsa blanda di recupero per abbassare i battiti) di 3’ con recupero 1’ da ripetersi 13 volte su strade sterrate ondulate in mezzo alla campagna e ai boschi.
Sono proprio tanti, continuo a fare foto, poi ci facciamo largo con la moto e ci mettiamo in testa al gruppo, io continuo entusiasta a documentare anche con dei video, ad un certo punto ci fermiamo e scendiamo dalla moto per delle riprese migliori, saranno stati 150 runners che si allenano tutti insieme, impressionante!!!
Riprendiamo la moto e attraversiamo nuovamente il paese per andare dalla parte opposta per l’allenamento di ripetute in pista del gruppo di Viola ed Amos, questo però è un gruppo ridotto a una quindicina di unità; sono affascinato dallo stile di qualcuno, ma sorpreso anche da come molti corrano velocissimi con vento contrario, ma senza aiutarsi con l’uso di braccia e spalle alternate alle gambe.
Ad Iten, che è un piccolo villaggio, corrono tutti e a tutte le ore, ci sono delle strutture ricettive (un paio di lusso), due piste di atletica di cui una, l’unica in tartan, costruita da Lornah Kiplagat (campionessa mondiale di mezza maratona nel 2007 a Udine con record mondiale in 1h06’25”!!!) e l’altra sterrata, una terza è in progettazione in centro al paese; Iten è una delle mete predilette dagli atleti europei per le preparazioni in altura, anche se di musundu, come vengono chiamati i bianchi, se ne vedono pochi.
Prima di ripartire Viola, ci invita a cena, so che qui si mangia di tutto ma senza carne perché la gente non può permettersela, quando vedo che nel piatto vengono messe delle patate con la carne capisco che siamo persone speciali a cui Viola si è affezionata e ha voluto offrire il meglio per i suoi amici ospiti.
Il giorno dopo Mike viaggia con noi, e ci invita a scendere dai matatu a metà strada, prima della caotica città di Nakuru, capoluogo della contea, abita lì a poca distanza dalla strada, intanto inizia a piovere, ed è una rarità visto che il governo ha appena proclamato lo stato di calamità naturale per la siccità.
E’ passato mezzogiorno e arriviamo a casa della famiglia di Mike che ci accoglie offrendoci il pranzo, una zuppa di verdure con riso e chapati (molto simile alla nostra piadina romagnola), arrivano a conoscerci anche gli zii e la cugina di Mike e al momento dei saluti anche la nonna 86enne che non aveva mai visto due bianchi… immaginatevi l’incredulità.
Il sabato è il gran giorno dei campionati nazionali di cross a Nairobi, 6 atleti del gruppo partecipano nelle varie categorie, ma qui si ha la possibilità di veder correre gente di livello mondiale, non a caso riesco a strappare una foto a Asbel Kiprop campione olimpico a Pechino2008 e tre volte mondiale dal 2011 ad oggi sui 1500m, vedendo gli sguardi alla partenza sono stupito dagli gli “occhi della tigre” che hanno gli atleti tanta è la grinta che hanno da sprigionare, vederli correre è affascinante, compassi delle gambe perfetti con uso corretto di spalle e braccia… non mancano foto e video.
Stupisce però anche il fatto che anche ai Nationals c’è disparità, infatti le squadre giovanili delle regioni più povere, fanno correre i ragazzi a piedi scalzi, e nonostante ciò danno tutto quello che hanno per arrivare nella miglior posizione possibile, crollando a terra dopo il traguardo con crisi respiratorie e svenimenti, la corsa qui può valere la vita… come dice il detto? “Non importa se leone o gazzella, l’importante è correre”
Tra ventosissime nottate e calde e impegnative giornate, i miei dieci giorni stanno per esaurirsi, la domenica mattina riesco a fare un allenamento di 16km trainato da Pauline poi assistiamo a un meeting in pista di 10000m, una sorta di selezione per entrare nel gruppo o per far sì che allenatore e manager vedano lo stato di forma dei ragazzi della squadra, visto che ognuno si allena al proprio paese e qui al camp arrivano a rifinire la preparazione prima delle trasferte per le gare in Europa.
Il pomeriggio è talmente caldo che non si riesce a fare nulla, si superano i 35°, si resta in cortile sdraiati nel prato all’ombra di capannelle di legno o alberi a chiacchierare con i ragazzi keniani sulle loro esperienze in Italia, sulla loro vita e anche sulla storia italiana e del Kenya, discorsi semplici visto il mio inglese non eccellente ma culturali che mi hanno arricchito parecchio.
I programmi sono stati rispettati ampiamente, quindi gli ultimi tre giorni sono dedicati agli svaghi, dopo la corsetta all’alba e la colazione, facciamo tre visite diverse: il lunedì un’escursione al Mount Longonot, un vulcano di 2800m di altitudine non attivo dal 1863 al centro di un Parco Nazionale dedicato, che vediamo tutti i giorni dal villaggio e che, da buon montagnino mi ha attirato.
Il martedì, giorno prima della mia partenza, visita alla caotica Nairobi, anche qui riesco a stupirmi di come la capitale sia dotata di tante strade con due corsie per senso di marcia, cosa che in Italia non esiste, il traffico è caotico perché comunque è una città di 5 milioni di abitanti, ma si usano tantissimo i mezzi pubblici perché comunque la gente non può permettersi la macchina.
Facciamo compere di souvenirs al Masai Market, un mercatino itinerante che ogni giorno cambia zona della città dove si può trovare qualsiasi prodotto tipico, un giro nel centro cittadino, al grande giardino pubblico Uhuru Park dove tutti vanno a riposare, passeggiare o si ritrovano per chiacchierare; in questa giornata siamo accompagnati da Mary che poi ci saluterà, e Carol, che al rientro mi chiede di accompagnarla in un breve allenamento ma che si è rivelato il più qualitativo di tutta la mia trasferta keniana.
Mercoledì mattina, sveglia comoda per la prima volta dopo le 7.00, i ragazzi hanno in programma 3 allenamenti di cui il secondo, dopo la colazione, prevede lavori di velocità in pista; io e Marco facciamo prima una visita alla scuola materna che l’associazione ha costruito nel Camp dedicando i 30 posti a bambini orfani o scelti in base al fabbisogno, una festa con canzoncine dedicate a noi, grandi sorrisi e abbracci affettuosi.
Ai miei allenamenti manca solo l’esperienza in pista, ci vado abbastanza presto con Carol, la mia condizione fisica è migliorata ma non sono stato in grado di gestire al meglio la velocità dei miei 1000m andando troppo forte per quest’altitudine e dovendo modificare programma a metà seduta; poi sulla via del ritorno sosta per una visita anche alle scuole primarie sostenute anch’esse da Run2gether avendogli costruito i bagni e la pista di atletica, con assistenza periodica del coach nell’ora di educazione fisica.
Qui trovo classi che vanno dai 35 alunni nelle tre sezioni delle settime, a salire fino ai 50, 55 delle prime e seconde, e i 70 di una prima, come per la scuola materna grande accoglienza e tanti sorrisi ripagati da qualche sacchetto di caramelle che mi ero portato dall’Italia.
E’ ora di preparare le valigie, già dal lunedì la malinconia ha cominciato a prendere il sopravvento perché il Camp di Kiambogo ha cominciato a perdere qualche elemento, ragazzi coi quali ho passato bei momenti che uno alla volta venivano a salutare per tornare alle loro case, dandoci appuntamento alle loro imminenti trasferte nel Nord Italia, o al più prossimo futuro con grandi abbracci e bei ricordi.
Mi mancheranno sì i ragazzi, coi quali sono andato oltre il rapporto sportivo, con i quali ho condiviso le giornate, il cibo povero fatto di prodotti raccolti dai campi coltivati di Kiambogo, ma la cosa che più mi ha stupito è la gente, la gente comune in giro per le strade, soprattutto i bambini più piccoli, quelli che alle 6.30 mentre tu stai facendo la corsetta mattutina vanno a scuola, quelli che ti vedono dal cortile o dalla finestra delle case di legno o di lamiera, e al grido “Musundu, Musundu” si precipitano in una decina alla volta in strada correndo accanto a te per qualche centinaio di metri a piedi scalzi o con scarpe rotte o più grandi di loro, regalandoti il primo bagliore della giornata col loro sorriso e cercando di toccarti le mani dalla pelle bianca che per loro è un’attrazione come accarezzare un cucciolo di cane per i nostri bambini.
Eh sì, mi sono portato via dei bei ricordi su quell’aereo Nairobi-Milano, ma soprattutto una parte di me è rimasta lì in Kenya, quindi mi sento proprio di dire ARRIVEDERCI cara, affascinante, polverosa, calda, accogliente, misteriosa ma soprattutto amata Africa.
Il mal d’Africa esiste, e non è nei colori della sua terra o dei suoi paesaggi, ma nei sorrisi della gente e dei suoi bambini, un sorriso che ti ripaga del prezzo del biglietto e che tornerò a vedere il più presto possibile; una vacanza intensa che mi ha dato tanto e che consiglio a tutti, UN’ESPERIENZA DA RIFARE.
Davide Passeri

 
1 Commento per "KENIA... UN SOGNO (by D.Passeri - Fiurash)"
1.
alfonso -scritto il 15-03-2017 alle ore 15.24
Davide grazie per la condivisione di questa bellissima tua esperienza. Si tocca con mano quel che racconti e ti auguro di poterla rivivere in altre occasioni.
Lascia un commento
Nome (richiesto)
Mail (non sarà pubblicata) (richiesta)
7 + 3 =   Inserisci il risultato dell'operazione (richiesto) (controllo antispam)
Attenzione! Il commento non verrà pubblicato immediatamente, dovrà prima essere approvato
Main Sponsor
Sponsor


Asd Atletica Verbano, stagione 2017

REGOLAMENTO 2017
visualizza (pdf)

MOD.ISCRIZIONE 2017
visualizza (pdf)

MOD.ISCRIZIONE (minorenni) 2017
visualizza (pdf)

Per informazioni scriveteci!
info@atleticaverbano.it

Le news

av nel weekend

Continua l’ottimo momento degli atleti di punta di Av che, sia in ambito maschile sia in ambito femminile, ci stanno regalando importanti prestazioni.
In questa domenica 12 marzo, è il turno di Domenico Maddalena che ottiene l’ottavo...

Inserita il 13-03-2017 | Lascia un commento | Leggi tutto

verbanelli alla san gaudenzio

22 GENNAIO 2017 - 21^ Mezza Maratona di San Gaudenzio

In questa domenica 22 gennaio si è svolta in terra piemontese una delle classicissime della corsa invernale su strada: la Mezza Maratona di San Gaudenzio, giunta alla 21^ e...

Inserita il 23-01-2017 | Lascia un commento | Leggi tutto

27.11 – Il Dome&Compagnia bella.

Da Trino a Firenze con la Maratona e Mezza Maratona dell’Acqua – Trino - e Firenze Marathon
Come da consolidata abitudine, nell’ultima domenica di novembre, si corre a Trino (Vc) la MezzaMaratonina dell’Acqua a cui, da diversi an...

Inserita il 28-11-2016 | Lascia un commento | Leggi tutto

Foto del mese
italiani di mezza a Parma: A.V. C'E'!
I volantini delle prossime gare

12-04-2017 - CITTIGLIO
lettera convocazione assemblea soci

31-12-2016 - VARESE
CALENDARIO PIEDE D'ORO 2016

31-12-2016 - LOMBARDIA
CALENDARIO FIDAL ESTIVO 2016

tutti i volantini
Ultime classifiche

04-06-2017 - MARCHIROLO
ALPINI MARCHIROLO 2017 - Gran prix

28-07-2016 - CUVEGLIO/DUNO
Canonica - Duno

15-07-2016 - ORINO
12° Circuito Serale di Orino

19-06-2016 - MARCHIROLO
8° edizione "I TRE CAMPANILI"

01-05-2016 - BRINZIO-COMERIO-LUVINATE
1° Eolo Running Grand Prix

© 2017 A.s.d. Atletica Verbano - Webmaster Davide - A